Si fa presto a dire sostenibilità
14 MAGGIO
Si fa presto a dire sostenibilità
Venerdì 14 maggio 2026
Caffè Letterario, Padiglione Oval, Salone Internazionale del Libro
Via Mattè Trucco 70, Torino
Nel 2026, imprese, istituzioni e organizzazioni del Terzo settore si muovono in un contesto comunicativo ad alta complessità: da un lato, cresce la pressione verso trasparenza e rendicontazione; dall’altro, aumentano i rischi reputazionali, le accuse di incoerenza e la sfiducia diffusa nei confronti dei messaggi pubblici. Il risultato è una tensione sempre più evidente: tra chi continua a raccontare la sostenibilità e chi, sempre più spesso, sceglie di non farlo. Accanto ai fenomeni ormai noti di greenwashing, si è consolidato da qualche anno anche il greenhushing, ovvero la scelta strategica di ridurre o evitare la comunicazione delle proprie azioni sostenibili per timore di critiche, strumentalizzazioni o errori. Una tendenza sempre più rilevante nel mondo delle imprese, ma che inizia a coinvolgere anche il terzo settore e le istituzioni. A rendere ancora più complesso il quadro contribuisce un ecosistema informativo dominato da piattaforme digitali, algoritmi e intelligenza artificiale generativa, che non solo amplificano i contenuti, ma ne influenzano profondamente forma, diffusione e percezione. Sono gli algoritmi spesso a determinare ormai cosa vediamo, capiamo e ricordiamo. In questo scenario, la sostenibilità rischia di diventare una parola esposta a due derive opposte: iper-narrazione eccessiva e poco credibile, oppure silenzio prudente, ma altrettanto problematico.
È all’interno di questa evoluzione che si inserisce il percorso del format “Si fa presto a dire sostenibilità”, che negli anni ha accompagnato e interpretato i cambiamenti della comunicazione: dalla necessità di smascherare il greenwashing (2022), alla ricerca di nuovi linguaggi più accessibili e inclusivi (2023), fino al ruolo di media e influencer nella costruzione dell’informazione (2024) e alla crisi della credibilità segnata da disinformazione e polarizzazione (2025). Oggi, la domanda si fa ancora più radicale: chi costruisce davvero il significato della sostenibilità - e con quali responsabilità? Perché, se è vero che si fa presto a dire sostenibilità, oggi il rischio è duplice: dirla male o non dirla affatto. La sfida è evitarli entrambi, difendere il significato di “sostenibilità” e tornare a costruire una comunicazione che sia, prima di tutto, credibile, verificabile e condivisa.
Nel corso dell’evento sarà pubblicato il nuovo volume ASviS sul turismo accessibile.
La partecipazione in presenza all'evento è libera, ma è necessario accedere al Salone del Libro.
